Nicola Orazzini: riflessioni sul doppio circuito della cultura

Secoli di disquisizioni hanno animato il dibattito intorno al doppio circuito della cultura: approccio scientifico e umanistico sono stati messi in contrapposizione, quasi come due mondi impossibili da far coincidere. Prendendo spunto da un saggio uscito di recente e incentrato sul tema della competitività aziendale, “Il vantaggio dell’attaccante. Ricerca e Innovazione del Belpaese”, Nicola Orazzini evidenzia come nonostante i progressi fatti nel campo culturale, questa distinzione continui a persistere e oggi il criterio scientifico venga sostenuto più di quello umanistico. Il professionista livornese riprende il pensiero del fisico inglese Charles Percy Snow (1905-1980), sostenitore della tesi secondo cui la cultura umanistica e quella scientifica sono entrambe necessarie, perché suscettibili di arricchirsi reciprocamente. D’altronde, in un Paese come l’Italia, culla del Rinascimento ma anche della scienza moderna grazie a Galileo Galilei, non si dovrebbe scegliere tra l’alternativa di studiare i mitocondri, dove si ritiene ci sia l’origine della vita di tutto il pianeta, e l’aoristo passivo. Insomma per il manager andare oltre questa dicotomia significa sviluppare un pensiero mai come ora fondamentale per definire azioni a lungo termine che potrebbero rivelarsi determinanti nella gestione della complicata situazione attuale. Nicola Orazzini, che dopo una serie di importanti esperienze alla guida di affermati istituti bancari ha fondato le società di consulenza Orazzini & Associati e L.M. Consult, nel tempo libero approfondisce lo studio di diverse tematiche di interesse socio-culturale. Non a caso quello sull’e-participation, il coinvolgimento tramite Internet e altre risorse telematiche dei cittadini alle scelte politiche, hanno portato alla nascita di AreALibera, il primo social civile italiano pensato per mettere in collegamento residenti e operatori della Pubblica Amministrazione. L’applicativo ideato da Nicola Orazzini si configura come uno dei primi esempi di pratiche di e-participation sviluppate nel nostro Paese.

Nicola Orazzini: con AreALibera l’e-partecipation si sviluppa anche in Italia

Sempre più diffusa in Europa, l’e-partecipation, il coinvolgimento dei cittadini alle decisioni politiche attraverso Internet e altre tecnologie telematiche, sta prendendo piede anche nel nostro Paese. A sostenerlo è, tra gli altri, Nicola Orazzini, professionista del settore finanziario, uno dei primi a investire in tale pratica: ha infatti progettato AreALibera, il primo social civile che permette ai cittadini di interagire con gli operatori della Pubblica Amministrazione e agevola quindi il confronto su problematiche e progetti inerenti alla comunità locale. L’applicativo di Nicola Orazzini si inserisce quindi tra i modelli di e-partecipation che in altri Paesi sono in auge ormai da tempo, alcuni dei quali sono diventati oggetto di studio. Nel Regno Unito, ad esempio, nel 2004 il British NGO mySociety ha lanciato un portale che si configura come un canale di comunicazione tra i cittadini e i loro rappresentanti in Parlamento. L’idea nasce dalla consapevolezza che molte persone non conoscono chi le rappresenta politicamente o addirittura la struttura e i confini della propria amministrazione locale. Il sito raccoglie e fornisce un elevato numero di informazioni pubbliche, anche nei formati audio e video. Gli utilizzatori possono avviare dibattiti e inoltrare richieste. Non solo: attraverso uno specifico servizio gli utenti possono rivolgersi direttamente ai politici. Per garantire che siano messaggi incentrati su temi di pubblico interesse, devono essere firmati da almeno venticinque cittadini: le risposte dei parlamentari e il dibattito che ne scaturisce vengono pubblicati anche sul portale, a conoscenza di tutti. Nicola Orazzini sottolinea come tale strumento incrementi la trasparenza del sistema politico, stimolando anche la fiducia e l’impegno civico nella popolazione. Obiettivi a cui punta anche AreALibera, che ha esordito in Toscana ottenendo riscontri positivi. Una realtà locale, punto di partenza per migliorare la democrazia a livello nazionale e internazionale. Nicola Orazzini ne è convinto: la formazione di un’opinione pubblica attenta ai propri territori, interessata a prendere parte alla definizione delle loro politiche e propositiva inizia da Comuni, Province, Regioni e poi si estende all’intero Paese. Modelli e pratiche di e-partecipation non possono che contribuire efficacemente a questo scopo.

e-partecipation: Nicola Orazzini, fondatore di AreALibera, sul bilancio partecipativo di Lichtenberg

Prende piede anche in Italia la e-partecipation, una pratica che vede sempre più cittadini partecipare attivamente alle scelte politiche con il supporto di Internet e di altre tecnologie telematiche. In Toscana è già entrato in funzione AreALibera, il primo social civile ideato e sviluppato da Nicola Orazzini che si propone come una piazza virtuale dove cittadini e Amministratori Pubblici possono confrontarsi, scambiarsi opinioni e idee. L’applicativo è il risultato di anni di studio che hanno portato il professionista e i suoi collaboratori a specializzarsi nell’ambito, analizzando la diffusione di tali pratiche anche nel contesto europeo, dove si sono affermate da diverso tempo, in qualche caso arrivando anche a influenzare le decisioni politiche.

Premesso che a una valutazione positiva di tali pratiche contribuiscono sia l’analisi dello stato dell’arte delle attività sia le soluzioni apportate dai soggetti privati, Nicola Orazzini cita come esempio il bilancio partecipativo del distretto di Lichtenberg di Berlino. Il progetto, risalente al 2003, è stato attuato per la prima volta negli anni 2005-2006. Dei circa 504 milioni di Euro a disposizione in bilancio, i cittadini furono coinvolti nella allocazione di 30 milioni: il successo dell’esperimento costrinse a istituzionalizzarlo e negli anni seguenti sempre più cittadini vi aderirono. Il progetto si basa su un mix di differenti strumenti che includono media online e canali di informazione tradizionali offline. L’elemento centrale del processo, osserva Nicola Orazzini, è la piattaforma http://www.buergerhauhalt-Lichtenberg.de che fornisce indicazioni sulle diverse aree del budget, gli stadi del processo, i report e i risultati. Un calcolatore di budget permette di sperimentare gli effetti delle varie scelte e apprendere le relazioni tra i differenti fondi a disposizione di ogni area.

Come AreALibera, la piattaforma permette il confronto tra i cittadini e i politici locali. Un team di moderatori supporta i partecipanti e garantisce un livello costruttivo della discussione. Nella sua analisi Nicola Orazzini evidenzia che nel 2005/2006 circa 400 proposte furono portate avanti e 37 vennero effettivamente realizzate dalla amministrazione locale. Anche AreALibera, pensato per incentivare l’interesse e la partecipazione dei cittadini alla vita politica conciliandoli con le esigenze istituzionali di accountability e di responsiveness, inizialmente viene sviluppato in un contesto locale. Una scelta voluta, come ha spiegato il professionista, secondo il quale la democrazia trae le sue fondamenta proprio dalla politica locale: ecco perché contribuire a migliorarla significa potenziare il sistema democratico nell’intero Paese.

Nicola Orazzini: AreALibera e la crescente importanza dell’e-partecipation in Europa

In questi ultimi anni diversi studi si sono concentrati sulla e-partecipation, il coinvolgimento tramite Internet e altre tecnologie telematiche dei cittadini alle scelte politiche all’interno delle istituzioni democratiche: lo evidenzia Nicola Orazzini, ideatore Di AreALibera, il primo social civile italiano che mette in collegamento cittadini e amministratori pubblici. Nella sua analisi, il professionista ne richiama tre: uno del 2008 di Albrecht sulla Germania, uno del 2009 di Panopoulu focalizzato su più Paesi dell’Ue e un terzo del 2009, condotto da Millard, che include vari livelli di governo e individua 255 casi in 23 Stati europei. Quest’ultimo, in particolare, tracciato su un gruppo che include cittadini e altri stakeholders a livello locale e nazionale, ha messo in evidenza l’aumento dell’attività di e-partecipation, mirata in maggior parte a fornire forme di deliberazione online. Nicola Orazzini sottolinea inoltre che per valutare l’efficacia di un sistema di e-partecipation bisogna tener conto sia dello stato dell’arte delle attività sia degli approcci e delle soluzioni più interessanti apportate anche dai soggetti privati. Tra i tanti casi, il manager evidenzia in particolare il sistema di petizioni online del parlamento scozzese come esempio di un processo democratico che permette ai cittadini di accedere facilmente al centro decisionale nazionale, influenzando anche l’agenda politica. Quattro sono i punti di forza di tale sistema secondo Nicola Orazzini: il grado di integrazione con le procedure e le istituzioni del parlamento, un alto livello di trasparenza, il miglioramento della possibilità di partecipazione e la rapidità di risposte alle richieste dei cittadini. Sviluppato dall’International Democracy Centre con il supporto di BT Scotland.m., fornisce uno strumento diretto per i politici eletti per stare in contatto con i cittadini aldilà del mero processo elettorale. L’importanza data a questo sistema anche dai politici scozzesi si evince dalla scelta di istituire un apposito Comitato Parlamentare con il compito di vagliare tutte le richieste sottoposte. Le discussioni all’interno del forum vengono moderate e il cittadino ha anche la possibilità di compilare un questionario valutativo sulla qualità del servizio in termini di usabilità, chiarezza ed efficacia complessiva. In questo quadro europeo l’Italia si inserisce attraverso AreALibera, il social civile progettato da Nicola Orazzini: una piazza virtuale dove i cittadini possono presentare, condividere e discutere idee e proposte con gli Amministratori Pubblici. La forza di tale applicativo è nella capacità di integrare il bisogno istituzionale di accountability e di responsiveness del sistema politico con le necessità di acquisizione di informazione e di partecipazione da parte di cittadini. Partito in Toscana, il progetto si sviluppa a livello locale, come fa notare Nicola Orazzini, perché la politica locale rappresenta l’unità di base della democrazia: un importante punto di partenza per migliorare il nostro Paese.